Due terzi del pesce servito sulle tavole italiane è finto, taroccato!

Se ancora ce ne fosse bisogno, leggete la spiegazione perché c'è così tanto pesce in giro, molto di più di quello realmente pescato nel Mar Mediterraneo, e a prezzi scontatissimi. Non vi fidate, ma pretendete piuttosto la tracciabilità, sia quando comprate voi il pesce, sia presso i ristoratori. Cercate il marchio MAZAROSSO come fornitore dei migliori ristoratori, cercate solo la qualità.

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Oggi in Italia la pesca è uno dei settori più aggrediti dalle importazioni selvagge dall'estero, in particolare dai paesi asiatici. E soprattutto dalla sofisticazione alimentare. "Due terzi del pesce servito sulle tavole italiane è finto, taroccato" denuncia la Coldiretti. "Il 30 aprile l'Italia ha mangiato l'ultimo pesce del Mediterraneo" denunciano Nef e Ocean2012, organismi internazionali del settore. "Dal primo maggio tutto quello che arriva sulle tavole italiane non è prodotto nostrano". Ma davvero è così? Che pesce compreremo ai mercati e mangeremo al ristorante quest'estate? Da dove arriva? Chi lo pesca? E soprattutto: fa male alla nostra salute? Il problema è che quasi sempre, denunciano le associazioni di categoria e confermano le forze di polizia, il pesce che arriva dall'estero non è di buona qualità. Spesso è pericoloso perché non tracciato e non tracciabile. E soprattutto viene venduto per quello che non è. Il gambero di Mazara arriva infatti dal Mozambico, il polpo dal Vietnam, il filetto di cernia è in realtà pangasio del Mekong, il merluzzo fresco è pollak stagionato, il pesce spada è trancio di squalo smeriglio o verdesca, il baccalà è filetto di brosme, il dentice rosa è in realtà pagro, il pesce serra al posto delle spigole, il pesce ghiaccio al posto del bianchetto, l'halibut atlantico al posto delle sogliole, le vongole vengono quasi sempre dalla Turchia.